Un viaggio interattivo nella meccanica celeste per comprendere perché i nostri orologi e le meridiane non segnano mai lo stesso tempo durante l'anno.
Il tempo da noi comunemente utilizzato è il Tempo Solare Medio, basato su un Sole fittizio che si muove lungo l'equatore celeste a velocità perfettamente costante, compiendo un giorno di esattamente 24 ore. Tuttavia, la Terra orbita attorno al Sole reale in condizioni non uniformi. Il Sole vero, visto dal nostro pianeta, si muove a velocità variabile e lungo una traiettoria inclinata. La differenza tra il Tempo Solare Vero (quello indicato dalle meridiane) e il Tempo Solare Medio (quello dei nostri orologi) prende il nome di Equazione del Tempo (EoT):
Questa discrepanza fluttua continuamente durante l'anno, accumulando un anticipo massimo della meridiana di circa +14 minuti e 15 secondi (intorno al 3 novembre) e un ritardo massimo di circa -16 minuti e 25 secondi (intorno al 12 febbraio). L'EoT è il risultato dell'interazione di due fenomeni indipendenti:
Secondo la prima legge di Keplero, l'orbita della Terra è un'ellisse. Secondo la seconda legge (legge delle aree), la Terra si muove più velocemente quando è vicina al Sole (perielio, all'inizio di gennaio) e più lentamente quando è lontana (afelio, all'inizio di luglio). Di conseguenza, la velocità con cui il Sole sembra spostarsi nel cielo varia costantemente. Questa componente genera una variazione sinusoidale con periodo di 1 anno e ampiezza di circa ±7.7 minuti.
L'equatore terrestre è inclinato di 23° 26' rispetto al piano della sua orbita (l'eclittica). Anche se la Terra si muovesse su un'orbita perfettamente circolare a velocità costante, il Sole sembrerebbe muoversi lungo l'eclittica inclinata. Per misurare il tempo, dobbiamo proiettare questo movimento sull'equatore celeste. Geometricamente, agli equinozi il moto del Sole è inclinato e la proiezione corre più lentamente; ai solstizi il moto è parallelo all'equatore e la proiezione corre più velocemente. Questo genera una variazione sinusoidale a frequenza doppia (periodo di 6 mesi) e ampiezza di circa ±9.9 minuti.
Sommando queste due componenti, si ottiene la curva asimmetrica caratteristica dell'Equazione del Tempo. La variazione giornaliera dell'EoT determina l'allungamento o l'accorciamento del giorno solare vero (il tempo compreso tra due passaggi consecutivi del Sole al meridiano):
A causa di questi effetti combinati, il giorno solare vero non dura quasi mai esattamente 24 ore: nei pressi dei solstizi d'inverno e d'estate, il giorno solare è circa 20-30 secondi più lungo del giorno medio, mentre agli equinozi è circa 20 secondi più corto. Solo integrando giorno dopo giorno queste minuscole variazioni si accumula lo scarto macroscopico espresso dall'Equazione del Tempo.